Da Madrid, il nostro inviato riferisce che Jannik Sinner continua a dettare legge sul Manolo Santana. Dopo un avvio di torneo altalenante contro Bonzi, ha travolto Elmer Moller nel match successivo e agli ottavi ha impiegato meno di un’ora e mezza per eliminare Cameron Norrie, numero 23 al mondo. Il numero uno del ranking torna così ai quarti di finale del Madrid Open, e ora tocca attendere l’esito del confronto tra Vit Kopriva e Rafael Jodar, il nuovo idolo indiscusso del pubblico iberico.
ATP Madrid, Sinner: “Ogni giorno devi essere pronto per una battaglia” Sinner ha chiarito di non fissarsi sulle 20 vittorie di fila: “Sì, va bene, sono contento ma non ci penso troppo. Ogni giorno hai un avversario e cerchi semplicemente di giocare meglio di lui.” Le condizioni variano in base all’orario e all’avversario: oggi era mancino, quindi ha dovuto cambiare qualcosa nel piano di gioco per posizionarsi al meglio e conquistare quante più partite possibile. In sostanza, ogni giorno mentalmente serve la prontezza per una battaglia dura, e Sinner è determinato a reggere la sfida.
Sinner da Madrid: “Alcaraz? Quando ci stringiamo la mano è come se nulla fosse successo” L’amicizia tra Sinner e Carlos Alcaraz resta forte e, secondo lui, può offrire qualche forma di sostegno anche qui: “Ho certamente un ottimo rapporto con Carlos e credo che questo mi aiuti, proprio come succede quando lui gioca in Italia e la gente tifa per l’italiano.” Nonostante la rivalità sportiva sul campo, tra i due c’è rispetto: “Abbiamo una grande rivalità in campo. Ma ogni volta che ci stringiamo la mano sembra che nulla sia successo e la gente lo capisce; è positivo per lo sport.”
Sinner, il calendario di Madrid non è perfetto: “Andare in campo oltre mezzanotte non è l’ideale” Sinner ribadisce la sua visione sulla programmazione: “Non mi importa l’orario, ma è importante non dover incastrare due partite tra l’una e le due. È complicato quando una partita inizia alle otto e può durare oltre un’ora e mezza.” Ricorda l’esempio di Jodar, che ha giocato di notte iniziando alle 23 e chiudendo intorno all’1:15: “Dal mio punto di vista è troppo tardi.” Oggi era logico che giocassi alle 11 e poi Jodar alle quattro, perché anche lui ha bisogno di riposo. Comunque, ovunque lo mettano, va bene: è contento di giocare alle 11, ma non disdegna un orario un po’ più tardo. Dal suo punto di vista, è giusto che cambino le regole di programmazione.