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Sinner mostra un dominio mai visto: ora può completare il tennis prima dei 25 anni

È indubbiamente il miglior tennista al mondo in questo momento e probabilmente il più dominante di sempre, soprattutto sullo sfondo di una stagione straordinaria. Nella finale di Madrid, Jannik Sinner è entrato pienamente convinto di avere già la vittoria in tasca: 6-1, 6-2 in meno di un’ora. Al termine dell’incontro, anche l’avversario ha confermato una verità ormai evidente: oggi nessuno è in grado di battere l’altoatesino. L’unico potenziale ostacolo resta Carlos Alcaraz, bloccato da un infortunio al polso, ma già sconfitto da Sinner nella finale di Montecarlo. Se i record fissati sul centrale della Caja Mágica – cinque Masters 1000 vinti in fila e i primi quattro titoli stagionali in bacheca – possono sembrare numeri minori, rappresentano però una conferma dell’irripetibilità di questo dominio, destinato a restare unico nel ranking.

Oltre ai numeri, ciò che davvero colpisce è la capacità di Sinner di togliere qualsiasi margine agli avversari: i record consolidano una leadership senza precedenti. Si è scritto che sia oggi il primo giocatore a laurearsi in successione Paris indoor (fine 2025), Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid, una serie che gli ha assicurato oltre 14.000 punti in classifica, con uno scarto enorme sul secondo. In questa stagione, dopo le sconfitte agli Australian Open e a Doha, l’azzurro ha inanellato 22 vittorie consecutive in 55 giorni, perdendo soltanto due set: statistiche che ricordano i grandi campioni dello sport.

Questo livello di dominio non trova eguali nemmeno in altri sport: il paragone con Tadej Pogacar nel ciclismo è spesso richiamato per descrivere una ritmo e una sostenibilità quasi cannibalesche. E tirare fuori l’assenza di Alcaraz per spiegare l’intero dominio sarebbe riduttivo. Da quando è tornato dopo la sospensione, Sinner ha perso solo sette partite: due contro lo spagnolo (Roma e Us Open), un’altra contro Alcaraz dopo tre match point mancati in una gesto leggendario a Roland Garros, due ritiri ( Cincinnati e Shanghai) e due sconfitte nel 2026 contro Djokovic in Australia e contro Mensik a Doha, pur avendo vinto più punti dell’avversario in diverse occasioni. In sostanza, nell’ultimo anno ha perso davvero poco e vinto molto di più quando è stato sano.

A 24 anni, otto mesi e 17 giorni, Sinner sta mostrando la miglior versione di sempre. “Dietro ci sono ore di lavoro, dedizione e impegno quotidiano”, ha detto prima di sollevare il trofeo di Madrid. L’allenamento incessante, la crescita tecnica e la gestione mentale hanno reso il suo gioco praticamente ingestibile per chiunque, tranne forse Alcaraz. Perché, anche se molti giocatori cercano di emulare la sua velocità di palla e la solidità di servizio e risposta, nessuno riesce a farlo al livello di Sinner. La sua combinazione di potenza e precisione da fondo campo è rarissima, e l’azzurro ha arricchito il proprio arsenale con palle corte e incursioni a rete, oltre a una lettura tattica dei match di alto livello che resta senza eguali.

In definitiva, Sinner non è solo un campione in forma: è una guida per il tennis contemporaneo, capace di trasformare ogni partita in una dimostrazione di efficacia e di anticipazione. La sua gestione del gioco, la freddezza nei momenti chiave e la cura meticolosa della preparazione lo pongono su una traiettoria che potrebbe definire l’epoca moderna del circuito, lasciando a tutti gli altri la fatica di inseguire un modello così completo.